PP Pasolini

Cent'anni di luce

On Line 2 apr > 2 nov - Live 1 Ott > 16 Ott
Galleria Wundergrafik
Via Leone Cobelli 34 - Forlì

Primo centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini.
Nato a Bologna il 5 marzo 1922, Pasolini ha lasciato un segno indelebile nella vita di tanti. Le sue opere hanno disegnato un modo d’interpretare il presente e il futuro e ad oggi assumono ancora di più un significato profondo.
In occasione di questa ricorrenza, all’interno del 19° Sedicicorto Forlì International Film Festival, verrà allestito uno spazio espositivo presso la Galleria Wundergrafik, che accoglierà un ampio numero di opere realizzate da importanti artisti (illustratori, disegnatori, pittori, vignettisti, incisori) ognuno dei quali offrirà allo spettatore una diversa interpretazione attraverso la propria tecnica. Saranno parte integrante della mostra anche alcune foto a lui scattate, concesse in licenza d’uso.

Il titolo della mostra è: “PP Pasolini, cent’anni di luce”, a testimonianza di quanta luce ha diffuso e continua a diffondere, ispirando persone e artisti di tutto il mondo.

Tanti gli artisti che hanno aderito a questo omaggio collettivo dedicato a Pasolini. Diverse anche le opere Internazionali, provenienti da artisti del Cile, Portogallo, Spagna, Francia, Armenia.

La mostra è  in presenza a Forlì presso la Galleria Wundergrafik, dal 1 al 16 Ottobre 2022, ma prevede anche un allestimento in modalità online dal 2/4/2022 e fino al 2/11/2022 (Giorno della morte di Pasolini), per permettere ai tanti estimatori di partecipare a questa singolare iniziativa. 

Ritratti d'autore

Simone Lucciola

Nato a Formia (LT) nel 1978. Punk-rocker, illustratore e disegnatore underground, giornalista musicale autonomo, dalla fine degli anni novanta ha gestito il punk-webmagazine Lamette.it e la sua costola a fumetti Lamette Comics, fondata con Rocco Lombardi.

Alice Iuri

Nata a Udine nel 1986. La sua formazione è trasversale: ha studiato Filosofia alla Cà Foscari e Design allo Iuav, a Venezia. Dopo la laurea ha iniziato il suo percorso professionale nell'ambito della grafica e del disegno. Attualmente vive a Milano dove si occupa di progettazione editoriale e illustrazione.

Francesco Lopomo

Nato a Torino nel 1987. Vive e lavora a Torino. Disegna sin da bambino, ma non intraprende gli studi artistici di tipo accademico. La sua produzione è caratterizzata principalmente da un approccio artistico al progetto grafico: alla serialità tipica del “design puro” preferisce le contaminazioni con l'arte figurativa, recuperando l'approccio tipico degli albori della grafica modernamente intesa.

FILIPPO MUNEGATO

Ha capito che gli riesce meglio spiegarsi per immagini che a parole e quindi progetta, disegna, colora e “tutte quelle robe lì con il computer”. Come vuole la tradizione comincia a farlo prestissimo: da bambino è sempre con la matita in mano. Poi ci prende gusto e decide di laurearsi in Progettazione Grafica all’Accademia di Belle Arti di Venezia; in seguito rincara la dose diplomandosi a pieni voti alla Scuola Internazionale di Comics a Padova.

ALVARO TAPIA HIDALGO

Alvaro Tapia Hidalgo è un grafico e illustratore con sede a Valparaíso, in Cile. Dal 2000, Alvaro ha lavorato come Art Director in progetti di design e come Film Editor e Post-producer in progetti audiovisivi. Dal 2011 lavora come illustratore a tempo pieno. Il suo lavoro di illustrazione utilizza una combinazione di tecniche tradizionali ed elaborazione digitale delle immagini.

ANTONELLA TORQUATI

Nasce a Viterbo (Italia), dove attualmente vive e lavora. Dopo l'università (Storia dell'arte e beni culturali), ha studiato con Publio Muratore (pittore italiano), imparando ad usare la tecnica dell'olio, dell'acquarello, dell'acrilico, del carboncino e del pastello. Poi si trasferisce a Faenza, diventando ceramista: per anni ha dipinto su ceramica e partecipato a mostre ed eventi riguardanti l'artigianato artistico.

MICHELE ROCCHETTI

Vive in un piccolo paese della periferia italiana dove lavora come illustratore, grafico e animatore 2d. Ama l'arte medievale, il modernismo, l'espressionismo tedesco, il futurismo italiano e le caricature vintage.

SIMONE COLASANTE

Incuriosito dai volti delle persone, dice: "Ogni faccia è diversa dall’altra e sono i piccoli dettagli che fanno la differenza". Inizia da piccolissimo copiando i fumetti di Lupo Alberto, grande amore di quei tempi. Non ha mai veramente pensato che potesse diventare un lavoro vero e proprio.

FILIPPO MATTAROZZI

Si dedica a questa disciplina sin da piccolissimo. Il suo strumento unico ed indispensabile è rigorosamente la matita nera a consistenza 4 /b. Trae spunto per ricreare, tramite la tecnica della riproduzione a matita delle medesime fotografie, un volto del personaggio che sia , sì, veritiero ma soprattutto espressivo dell’identità più intimistica del personaggio raffigurato.

DANIELA MONTANARI

Specializzazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna: diploma accademico magistrale in Pittura e Decorazione, Specialistica in Comunicazione e Didattica dell’Arte. Corsi e Masters in Editoria, Arte, Cinema, Teatro, Musica, Lingue antiche e Discipline Umanistiche, Arte sacra e Teologia.

FERDINANDO PENDERLICO

Grafico e creativo, specializzato in comunicazione visiva, brand identity, album e poster design. Il suo obiettivo è far sì che le persone vedano e assorbano un buon design, non solo che ci passino accanto. Cerca sempre un approccio diverso su ogni progetto assegnandogli un significato unico.

MARILENA NARDI

Vignettista, illustratrice e docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha disegnato per molti periodici tra i quali Diario, Corriere della Sera, L’Antitempo e Il Fatto Quotidiano. Dal 15 settembre 2020 collabora stabilmente con il nuovo quotidiano Domani, diretto da Stefano Feltri.

LAURA GIANNETTI

Nasce a Livorno nel 1980. Dopo aver studiato Scienze Naturali all’Università di Pisa, si sposta prima a Roma, dove si laurea in pittura con un Master in fotografia all’Accademia di Belle Arti e successivamente a Berlino, lavorando come artista visiva e fotoreporter per oltre 8 anni. Attualmente vive e lavora tra Roma e Livorno, dove inoltre è docente in storia dell’arte e discipline artistiche nelle scuole secondarie.

FEDERICA MARTINI

Risiede a Carpi (MO). Artista solo per passione o dilettante. Disegna ritratti e figure umane, con predilezione per la raffigurazione delle icone cinematografiche degli anni '50, '60, '70. Utilizza strumenti molto semplici: fogli da disegno e matite, pastelli, penne a sfera e pennarelli.

IRENE RASPPOLLINI

Nata a Siena nel 1982. Pittrice autodidatta, ha sviluppato le sue abilità durante anni di sperimentazione. Il suo stile di ritrattistica narrativa da collezione è immediatamente riconoscibile, con i suoi personaggi dalle guance rosee, fortemente influenzati dalla cultura pop e dal kitsch. Ha recentemente attirato l'attenzione di collezionisti e gallerie internazionali.

ALESSIO PISTILLI

Nasce a Velletri. Si diploma presso il “Liceo Artistico Statale” di Latina e si laurea in Scienze Storico-Artistiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Pittore e scultore figurativo moderno, predilige in pittura le tecniche ad olio. La sua espressione artistica conserva l’insegnamento dei maestri del passato, contestualizzata nella vita quotidiana di chi fa arte per provocare.

GIULIO PELLEGRINI

Giulio propone le sue particolari opere in china e ferro. Neri entrambi, capaci di lasciare il segno: segni composti da bianco e nero, che simulano un gioco di luci ed ombre. Il bianco della luce, che si annerisce nell’ombra proiettata da una sagoma di ferro.

ANTONELLO SILVERINI

Antonello Silverini, nasce a Roma il 21 agosto 1966. È il primo illustratore insignito del premio MAM (Maestro d’Arte e Mestiere) 2016, ed è uno degli illustratori di punta de “La Lettura”, l’inserto culturale del Corriere della Sera. Collabora inoltre con Il Sole 24 Ore, la Repubblica, Panorama, L’Espresso, The Boston Globe, The Economist e The Washington Post. Ha realizzato le copertine per i romanzi di Ian McEwan per Einaudi e quelle di Philip K. Dick per Fanucci. Sua è l’immagine del Festival internazionale del film di Roma 2012.

MARZIO MARIANI

Nato a Milano nel 1974, attualmente vive a Bologna. Lavora come storyboard artist, illustratore e animatore per varie grandi agenzie in Italia e all'estero. Dal 2013 si è concentrato sulla caricatura. Ha chiamato questa sua avventura artistica "Oddonkey" - www.oddonkey.com .

DAVE GUCCIONE

Nato a Bassano del Grappa nel 1974. Dave inizia la sua attività artistica con il writing negli anni 90. Lo studio delle tecniche tradizionali e l’esperienza come grafico pubblicitario hanno aperto un sentiero di ricerca originale: ritrattistica eseguita su lastre di ferro che vengono verniciate ed arrugginite. La scritta “IO SO” si riferisce ad un articolo di Pasolini apparso su il Corriere della Sera nel 1974. 

ANI ASOYAN

Ani Asoyan, classe 1996 è nata in Armenia, figlia del famoso pittore Jivan Asoyan. Nel 2013 ha finito con successo gli studi d’arte in Russia e nel 2019 si laurea presso l’università Novosibirsk, stato universitario dell’arte. All’età di 12 anni vince il suo primo concorso artistico nella Città di Barnaul. Numerose sono le gallerie che hanno accolto e accolgono i dipinti dell’artista Ani Asoyan, in Armenia, in Russia e da un anno in Italia.

FRANCESCO D'ALESSANDRO

Gruppo di artisti che operano su commissione. Eseguono ritratti con diverse tecniche, a matita, astratti, ritratti cubisti oppure Pop. La versione proposta per la mostra cent'anni di luce è declinata con stile Cubista.

ELISA TATEO

Nata a Torino (Italia) il 2 Settembre 2003 da madre bulgara e padre italiano. A marzo 2017 si trasferisce con la sua famiglia in Inghilterra. Nel Novembre 2017 è stata eletta una dei 30 Ambasciatori di Arte e Cultura nella contea dello Yorkshire (Regno Unito). Nel 2022 inizierà a studiare architettura all'Università nel Regno Unito.

SABRINA DEL FREO

Sabrina e' nata a Pescia (PT), nel 1975 , diplomata all'istituto d'arte A.Passaglia di Lucca, si e'laureata all'accademia di belle arti di Firenze. Lavora come pittrice a tempo pieno, collaborando per lo studio Arcadiarte, laboratorio d'arte e pittura, e realizza ritratti realistici, con tecnica ad olio, ama, anche il disegno e il ritratto a carboncino e a matita bianco e nero.

Gianluca Mambelli

Nasce a Forlì il 2-6-1960. Ha studiato presso Accademia di Belle Arti di Ravenna. Artista poliedrico. Gli piacciono le sfide e l’utilizzo di materiali diversi. Il tentativo costante di dare forma a quello quello che non c’è, è rappresentativo di un orginale stile iterpretativo di idee e sogni che lo circondano. Da qui nasce anche il suo marchio artistico: “se non c’è lo creo” La scultura pasoliniana prende vita, dalla levità del polistirolo.

Collettivo di artisti

Collettivo di artisti che eseguono ritratti su commissione.

Collettivo di artisti

Collettivo di artisti che eseguono ritratti su commissione.

Ettore Viola

Ettore Viola è tra i grandi disegnatori che, hanno cominciato a mettere mani e segno sui grandi quotidiani italiani, (Repubblica, Messaggero, la Stampa) spesso al centro di “paginoni” nella sezione cultura che raccontavano un personaggio, una tendenza culturale, una grande mostra. Lì, alla parola scritta, Viola e altri hanno cominciato ad aggiungere volti (ma non solo) che aiutassero il lettore a “vedere” quello che si nascondeva tra le parole. E, da giornalista della fisionomia, non si è limitato a fotografare un volto. Da bravo informatore e comunicatore ha saputo “aggiungere” altre informazioni derivanti dallo studio del personaggio. Viola “racconta” questi aspetti attraverso i particolari. In qualche caso accentuando dei tratti senza mai arrivare alla “caricatura”, in altri aggiungendo un accessorio, un oggetto, un particolare del vestito che ci spiegano molto della persona o delle sue opere.

Gian Guido Grassi

Nato a Torino, dove vive e lavora. Diplomato al liceo artistico e laureato in Illustrazione allo IED di Torino. Ha approfondito l'incisione all'Accademia di Belle Arti di Torino. È fortemente attratto dalle figure umane in movimento, o con atteggiamenti che rivelino la loro psiche, anche in rapporto con l'ambiente circostante. Il segno, la luce e i colori sono nelle sue opere manifestazioni di stati d'animo. Ha esposto in mostre collettive e personali di pittura e incisione in Italia e all'estero.

Ricordi d'infanzia

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La Ru-pepè

Ricordo la camera dove dormivo. Era la sala da pranzo e la mia culla stava in un angolo addossata al muro. Di fronte c’era una grande alcova di legno dove dormiva mia nonna. Ricordo anche un divano che poi ci ha seguiti per tutta la vita. Il bracciolo di questo divano si rovesciava e scopriva la struttura di legno. Io su questo legno disegnavo con la matita un’automobile e la chiamavo Ru-pepé.
Ricordo mia madre incinta e io che chiedevo: «Mamma, come nascono i bambini?». E lei, mitemente, dolcemente, mi ha risposto: «Nascono dalla pancia della mamma». Una cosa a cui allora però non ho voluto credere, naturalmente.

Testo tratto Dall’intervista di Dacia Maraini a Pier Paolo Pasolini – Opera Materica di Gianluca Mambelli 80×40

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Il porcospino

Ricordo che da piccolo ero ingenuo, credulone. Molto capriccioso. Mi entusiasmavo facilmente. Volevo capire le cose, ero curioso e testardo. Ero timido. Impacciato.
Ricordo un grande viale di periferia e in mezzo alla strada un porcospino. Ero molto incuriosito da quell’animale. Ma quello che mi colpiva di più era il suo nome. Mi chiedevo: ma perché porco?

Testo tratto Dall’intervista di Dacia Maraini a Pier Paolo Pasolini – Opera Materica di Gianluca Mambelli 80×40

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Il balilla

Ricordo che per me fu un grande dolore fare il balilla e dovere andare alle marce. Essendo il figlio di un ufficiale, dovevo stare fuori dal gruppo e strillare: un, due, un, due! Era un incubo.
Ho dei ricordi gloriosi. Ogni mese (in prima elementare, a Conegliano) distribuivano le medaglie ai più bravi. Mi ricordo un meraviglioso fiocco verde. Tornavo a casa di corsa. Vedevo mia madre alla finestra e le indicavo col dito il fiocco sul petto.

Testo tratto Dall’intervista di Dacia Maraini a Pier Paolo Pasolini – Opera Materica di Gianluca Mambelli 80×40

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Lettera di Oriana 

La tua vita non apparteneva solo a te
Ogni volta io avrei voluto agguantarti per il giubbotto, trattenerti, implorarti, ripeterti ciò che ti avevo detto a New York: “Ti farai tagliare la gola, Pier Paolo!”. Avrei voluto gridarti che non ne avevi il diritto perché la tua vita non apparteneva a te e basta, alla tua sete di salvezza e basta. Apparteneva a tutti noi. E noi ne avevamo bisogno. Non esisteva nessun altro in Italia capace di svelare la verità come la svelavi tu, capace di farci pensare come ci facevi pensare tu, di educarci alla coscienza civile come ci educavi tu.
E io non ti insulto dicendo che non è stato quel diciassettenne a ucciderti: sei stato tu a suicidarti servendoti di lui. Io non ti ferisco dicendo che ho sempre saputo che invocavi la morte come altri invocano Dio, che agognavi il tuo assassinio come altri agognano il Paradiso. Eri così religioso, tu che ti presentavi come ateo. Avevi un tale bisogno di assoluto, tu che ci ossessionavi con la parola umanità. Solo finendo con la testa spaccata e il corpo straziato potevi spegnere la tua angoscia e appagare la tua sete di libertà. E non è vero che detestavi la violenza. Con il cervello la condannavi, ma con l’anima la invocavi: quale unico mezzo per compiacere e castigare il demonio che bruciava in te. Non è vero che maledicevi il dolore.
Sei stato tu a suicidarti
Da loro sognavi d’essere ucciso
In loro ti tuffavi, ti umiliavi, ti perdevi: tanto più voluttuosamente tanto più essi erano infami. Di loro ci cantavi con le tue belle poesie, i tuoi bei libri, i tuoi bei film. Da loro sognavi d’essere ucciso, prima o poi, per compiere il tuo suicidio. Sono cattiva a dirti questo? Sono crudele anch’io? Forse, ma sei stato tu a insegnarmi che bisogna essere sinceri a costo di sembrare cattivi, onesti a costo di risultare crudeli, e sempre coraggiosi dicendo ciò in cui si crede: anche se è scomodo, scandaloso, pericoloso. Tu scrivendo insultavi, ferivi fino a spaccare il cuore.
2 Novembre 1975 – sullo schermo della televisione apparve Giuseppe Vannucchi (conduttore del telegiornale Rai) e dette la notizia ufficiale. Apparvero anche i due popolani che avevano scoperto il tuo corpo. Dissero che da lontano non sembravi nemmeno un corpo, tanto eri massacrato. Sembravi un mucchio di immondizia e solo dopo che t’ebbero guardato da vicino si accorsero che non eri immondizia, eri un uomo. Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta?”

Non eri un uomo eri una luce

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